Fluoroprofilassi

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Agosto 2018 15:51
  • Scritto da Il Dentista Moderno
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Fluoroprofilassi:

una cooperazione fra il genitore e l’odontoiatra viene considerata, come illustrato anche in un precedente articolo dedicato al razionale della conservativa in odontoiatria , la “terapia medica” della patologia cariosa. Ha un’importanza fondamentale, soprattutto nel paziente in crescita; il corretto management della terapia attiene alla giusta cooperazione fra il genitore e l’odontoiatra di riferimento, e consta di poche, semplici, ma fondamentali raccomandazioni.
Il testo delle Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, pubblicato nel gennaio 2014 dal Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione del Ministero della Salute, la definisce addirittura come “la pietra miliare della prevenzione della carie”. Il fluoro, quando messo a contatto con il substrato dentario, manifesta infatti diverse azioni positive: rinforza direttamente la struttura minerale, odificandone l’organizzazione biochimica: induce infatti la trasformazione dell’idrossiapatite in fluoroapatite favorisce la rimineralizzazione degli spot soggetti a demineralizzazione localizzata ha un’azione antibatterica, rivolta soprattutto sullo Streptococcus mutans, del quale rende più difficoltosa l’adesione
Volendosi esprimere nel linguaggio dell’odontoiatria di comunità, la fluoroprofilassi ha un impatto positivo su di uno dei 5 indici del Cariogram, precisamente sulla suscettibilità.

Utilizzo di vernici al fluoro

La somministrazione sistemica è illustrata nelle Raccomandazioni 2 e 3 (forza A, grado di evidenza I): è consigliata per tutti i soggetti in età evolutiva che vivono in aree con acqua a basso contenuto di fluoro (< 0,6 ppm). La raccomandazione interessa principalmente i bambini fino ai 3-6 anni, ed è estesa a quasi tutto il territorio nazionale (eccezion fatta per le aree vulcaniche), anche per via del largo consumo di acque minerali, che hanno nella maggior parte dei casi un contenuto inferiore. Tra i 6 mesi e i 3 anni di età, la somministrazione sistemica è l’unica consigliata, mentre l’uso di dentifrici contenenti fluoro può esporre al rischio di sovradosaggio. I dosaggi sono compresi fra 0.25 e 0.50 mg/die.In base ai dati attualmente in nostro possesso, non esiste indicazione alla somministrazione di fluoro per via sistemica in gravidanza.
 

Perchè le radiografie sono importanti?

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Agosto 2018 15:50
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Indicazioni all’esame radiografico:

L’indagine radiografica è un ausilio preziosissimo a scopo diagnostico perché consente all’odontoiatra di integrare le informazioni ottenute dalla visita del paziente (esame clinico) e dalla valutazione della sua storia (anamnesi medica e odontoiatrica), allo scopo di effettuare una diagnosi (definire la malattia) e formulare un piano di trattamento ( sequenza degli interventi atti a risolvere la malattia e i suoi esiti, come ad esempio i difetti estetici che possono rappresentare una conseguenza della malattia stessa). Le radiografie eseguite a scopo di controllo, dopo il completamento di una terapia, sono utili  invece per controllare il mantenimento nel tempo delle cure eseguite in precedenza e per intercettare l’insorgenza precoce di nuove patologie, spesso asintomatiche. Ma perché l’esame radiografico è così importante? Perché consente di evidenziare delle strutture non visibili durante l’esame clinico, spesso coinvolte dalla malattia. Le superfici della corona del dente a contatto con i denti vicini non sono visibili e sono quelle più interessate dalla carie. Le patologie che coinvolgono la radice del dente non possono essere visibili in quanto la radice è inserita nell’osso di sostegno del  dente, quindi  non diagnosticabili se non dopo aver estratto il dente. Anche la valutazione della quantità di osso perduto a causa della malattia parodontale può essere rilevata con un opportuno esame radiografico.

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L’uso del bite 

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Agosto 2018 15:48
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La postura

è l’atteggiamento che i vari segmenti corporei assumono nell’ambiente circostante attraverso la contrazione dei muscoli scheletrici; essa è integrata e coordinata da una serie di stimoli di varia natura che determinano un continuo aggiustamento di tipo neuromuscolare. E' bene chiarire che esistono un numero infinito di posture: esse corrispondono a qualsiasi "posizione in equilibrio", con il massimo equilibrio (stabilità), la massima economia (minimo consumo energetico), il massimo comfort (minimo stress sulle strutture anatomiche). La postura è il modo di stare in equilibrio del corpo umano sia che esso sia fermo sia in movimento. Tale equilibrio è il risultato dell'adattamento di varie strutture del corpo quali sistema nervoso centrale, colonna, arti e loro interconnessioni con il mondo esterno.

Occlusione

Per occlusione si intende genericamente qualsiasi rapporto tra le arcate allorquando anche solo alcuni dei rispettivi denti vengono a contatto tra di loro, sia con mandibola ferma che durante i movimenti funzionali delle articolazioni temporo-mandibolari. Normalmente, in posizione di riposo, in denti non sono in contatto, ma le due arcate sono separate da uno spazio libero (freeway space)In una situazione buon funzionamento dell’apparato stomatognatico (occlusione abituale fisiologica), allorché le due arcate dentarie occludono (deglutizione, fase terminale della masticazione), lo fanno nella posizione più stabile, cioè quella caratterizzata dal massimo numero di contatti fra elementi antagonisti (posizione di massima intercuspidazione), con distribuzione uniforme dei carichi masticatori, nel rispetto delle strutture parodontali, muscoli masticatori in tono normale e articolazioni temporo-mandibolari asintomatiche. Questa situazione di equilibrio è dunque legata a diversi fattori tra loro correlati:

la forma delle arcate dentarie

le articolazioni temporo-mandibolari

i muscoli masticatori

il controllo neuromuscolare.

Ogni variazione a carico di una di queste quattro componenti introduce un’alterazione nell’equilibrio che, quando supera le capacità di compenso del soggetto (molto variabili da persona a persona) sfocia in una situazione patologica.Data la relativa rarità delle malattie primitive dei muscoli e delle articolazioni, le principali cause di disordini occluso-muscolo-articolari sono da ricercare in alterazioni del controllo neuromuscolare (bruxismo) e in alterazioni della forma delle arcate dentarie. E’ difficile definire un criterio di “normalità” della forma della arcate, in quanto, in realtà è possibile osservare ampie variazioni anatomiche delle arcate in assenza di patologia. Tuttavia vi sono dei canoni morfologici che tradizionalmente vengono identificati come “ideali”:
l’arcata mascellare, essendo appena più ampia, sporge in senso vestibolare rispetto alla corrispondente mandibolare ricoprendola parzialmente. A livello degli incisivi questa sovrapposizione (overjet) sul piano sagittale è di circa 2 mm, mentre la distanza tra i margini liberi (overbite) è 2-2.5 mm; rispetto a un piano orizzontale tutti i denti mostrano un certo grado di inclinazione che permette di individuare due linee ricurve a concavità superiore sul piano sagittale (curva di Spee) e frontale (curva di Wilson). Le cause che producono una malocclusione sono molto difficilmente classificabili; possiamo comunque considerare:
malocclusioni secondarie ad abitudini viziate (p. es. morso aperto da suzione del dito)
malocclusioni su base genetica (discrepanze intermascellari e/o dento-ossee)
malocclusioni secondarie a traumi (esiti di fratture dei mascellari, lussazione della mandibola)
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Igiene Orale Domiciliare

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Agosto 2018 15:49
  • Scritto da Dr Paola Erba
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La salute della bocca...

è data principalmente da un’accurata igiene orale quotidiana, che svolta dopo ogni pasto impedisce la formazione di placca batterica e tartaro. Lo strumento principale è lo spazzolino ed è importante capire, con l’aiuto del tuo dentista o igienista, quale sia il più adatto a te. Secondo le Linee Guida Ministeriali, la riduzione della quantità di placca ed il miglioramento della salute delle gengive si ottengono maggiormente con l’utilizzo di uno spazzolino elettrico con movimento rotanteoscillante rispetto a quanto si ottiene con l’uso di uno spazzolino manuale. Le caratteristiche da ricercare in uno spazzolino devono inoltre essere: la testina piccola per raggiungere anche gli angoli più nascosti della bocca, le setole morbide per non aggredire denti e gengive, e l’impugnatura ergonomica per una maggiore facilità di utilizzo. Sostituire lo spazzolino a intervalli regolari contribuisce al mantenimento di un alto livello di igiene orale. Numerose ricerche cliniche mostrano che uno spazzolino nuovo è in grado di rimuovere il 30% di placca in più rispetto ad uno spazzolino di tre mesi. E’ poi consigliato affiancare allo spazzolino anche un dentifricio a base di fluoro, che riduce il rischio di formazione di lesioni cariose grazie al suo potere remineralizzante. Infine è importante tener conto anche della pulizia degli spazi interdentali, raggiungibili soltanto con l’aiuto di filo e scovolini.

Chirurgia Implantare

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Agosto 2018 15:48
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L’implantologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti naturali mancanti mediante impianti sui quali vengono inseriti i nuovi denti artificiali. Quando si inseriscono nell’osso impianti in titanio puro, l’osso cresce a diretto contatto con la superficie implantare. Questo fenomeno prende il nome di osteointegrazione e permette agli impianti di diventare parte integrante del corpo, come lo sono le radici dei denti naturali. L’implantologia è uscita dalla “fase pionieristica” ed è diventata una branca ufficiale dell’odontostomatologia agli inizi degli anni ‘80 negli Stati Uniti ed intorno al 1985-1986 in Italia. Per approfondire l’argomento, leggi di seguito le domande frequenti

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